La televisione pubblica è andata lentamente scivolando in un profondo baratro. Gli interessi economici e politici hanno finito per prevalere sul diritto delle persone ad essere informate. Noi cittadini, con il nostro complesso di individualità diverse, di soggettivismi, di interessi e di problematiche siamo stati semplicemente riassunti in una parola "audience", siamo stati assimilati ad una massa grigia ed indistinta. Serviamo solo a questo, pare, serviamo a fare "audience"; siamo diventati pecore al servizio di un pastore impazzito, che ci munge senza pietà e che, quando rallentiamo, ci spedisce dritte dritte al macello. Ora come ora gli interessi di chi controlla le televisioni, non sono certo quelli di informare, ma quelli di promuovere, commercializzare, orientare ed influenzare le opinioni delle persone (nella pericolosissima eventualità che le abbiano). Nessuna di queste parole fa rima con informazione. Il fine di tale strategia non è difficile da capire: distrarre le persone, renderle il più ignoranti possibile, far loro vivere una realtà fittizia ed illusoria permette non solo a chi ha interesse di agire indisturbato, di controllare l'opinione pubblica, ma anche di creare consumatori e cittadini acritici, vuoti, propensi a spendere e ad avere invece che ad essere. Un popolo critico ed informato fa paura, è per questo che viene rifuggito come la peste da quei paesi il cui sistema politico ed i cui interessi economici si sono dimostrati più forti delle leggi stesse. L'informazione, così profondamente strumentalizzata, fa il danno proprio di quei soggetti per cui era nata, facendosi beffe in modo paradossale ed ironico, proprio di quelle leggi poste a tutela della libertà di informazione del cittadino. Pandora T.V. vuole scardinare tutto questo. E' questo il progetto di un telegiornale, dapprima, e di una t.v. forse, in seguito, completamente indipendente. Per questo, il progetto, che vanta nomi di grande rilievo tra i sotenitori ed i componenti della Redazione che è proprio in questo periodo in fase di assestamento, chiede direttamente alle persone che condividono la necessità di essere propriamente informate sulla realtà internazionale, nazionale e locale, di essere sostenuto, partecipato e finanziato. E' infatti necessario ora come non mai il coinvolgimento delle persone, perchè si organizzino e rimettano in moto i cervelli, perchè compongano redazioni locali in cui le notizie vengano dapprima discusse, raccolte ed in seguito gestite, elaborate e mandate a Roma, ed è necessario un apporto economico/finanziario per far partire i lavori di Redazione, notoriamente molto costosi.
Io mi chiamo Silvia Caldironi, e parlo a nome di molti ragazzi e di molte altre persone che come me hanno smesso di sognare. E' una frase forte da sentire, eppure, se non la pronunciassi sarei un'ipocrita; trovo che in tutta questa "plastica" che ci circonda, in tutto questo smog, i sogni si sono tristemente ed inesorabilmente soffocati, avvizziti, accartocciati, ma qualcuno, incrostato in fondo al cuore, non se n'è voluto andare. Proprio io, che mi occupo di consumo critico e di psicosomatica e che ho perciò un approccio molto critico nei confronti della realtà che ci circonda, tanto da esserne profondamente disillusa, non posso che credere profondamente in questo progetto perchè conosco personalmente chi lo organizza, che mi ha colpito per la sua onestà intellettuale e la sua schiettezza. So che al giorno d'oggi tutti ci chiedono soldi, ma so anche che ne spendiamo tanti inutilmente, so che non abbiamo più forza, ma so anche che questo non può essere un alibi, so che siamo disillusi, ma questo non è un buon motivo per non credere più a nulla, altrimenti ce meritiamo davvero l'appellativo di "audience", di massa grigia ed indistinta. Le vittorie non sono mai venute a bussare alla porta (altrimenti, poi, che gusto darebbero? Per ottenere davvero qualcosa è necessario sudare, sputare lacrime e sangue. Qui abbiamo la possibilità di lottare pacificamente, gli uni accanto agli altri, nell'interesse di tutti, rompiamo l'inerzia e smettiamo di essere soggetti passivi. C'è la possibilità di un cambiamento e ci spetta, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli. Gandhi diceva "sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo", dobbiamo esserlo anche noi. E' inutile essere sulla retta via se si resta seduti sul marciapiede. Io ci sono, e voi? |